Le Cose Tonde

Di cibo e altri racconti..........

martedì, giugno 19, 2007

Couronne d'aubergines



Oh. Finalmente ho ritrovato questa ricetta per me spettacolare, il mio piatto preferito di quando ero bambina e costringevo mia mamma a farmelo per ogni compleanno ricorrenza e quant’altro!La couronne d'aubergines, la corona di melanzane!
E quale occasione migliore per provare a rifarlo se non per la cena di inaugurazione della nostra nuova casa?! (No. Non abbiamo finito. Ho ancora i libri sdraiati di fianco al letto e 2 mobiletti ikea da smontare e riportare e ho imparato a scavalcarli ad occhi chiusi, per esempio…:) )

-6 melanzane (tipo lungo)
-300 g di riso (carnaroli)
-400 g di passata di pomodoro
-2 fette di prosciutto cotto tagliato altissimo ( per fare i dadini)
-1 cipolla
-1 spicchio di aglio
-Basilico
-Olio evo
-Sale e pepe

Tagliare il prosciutto a dadini e mettere da parte.
Tagliare le 5 melanzane per la lunghezza a fette sottili ma consistenti (in modo che non si spappolino)e 1 tagliarla invece a dadini. Friggere le fette di melanzane e posizionarle in uno stampo da ciambellone in modo da creare tutto l’involucro. Sicuramente se le melanzane non sono lunghissime occorrerà metterne due fette e fare attenzione a sovrapporre le fette leggermente e a lasciare i lembi al di fuori della teglia.
Far dorare le melanzane tagliate a dadini con 3 o 4 cucchiai di olio e l’aglio. A parte cuocere il riso e poi condirlo con un po’ d’olio a crudo, i dadini di prosciutto e le melanzane soffritte.
Fare un sugo semplicissimo con la passata, la cipolla e il basilico, sale e pepe. Farlo stringere un pochino.
Distribuire il riso condito nella corona di melanzane e ad ogni cucchiaiata pressare ben bene per farlo compattare. Alla fine chiudere con i lembi di melanzana, pressare bene con le mani e infornare per circa 30 minuti a 180°. Servire mettendo il sugo nel centro della corona. Tagliare a fette e servire accompagnato da una cucchiaiata di sugo.

giovedì, maggio 24, 2007

Doveri

Ho visto. Quest'inchiesta della bbc. Non so se andrà mai in onda in Italia. Sono un essere umano pensante. E mi creo il problema. Di condividere con chi passerà di qui lo schifo che ci ho visto.
Non voglio discutere, su niente. Solo, per diritto di informazione, date un'occhiata. Giusto per.

http://video.google.com/videoplay?docid=3237027119714361315

Poi ognuno si farà la sua opinione o non se la farà.

****Aggiornamento. Il video è stato cancellato****

venerdì, aprile 20, 2007

Ma non posti più?


Questa è la domanda che mi fa più piacere sentirmi fare!

Ma ma ma...non c'è una risposta. Il mio progetto è di riprendere a cucinare, sperimentare odorare il più presto possibile. Il blog è qui e conto di riprenderelo fra le mani il più presto possibile!

Ora immaginatemi così. Come questo panda. Sono sfinita di belle emozioni e di stanchezza.

Io e il fotografo si va a vivere insieme! Figo vero? Si figo. Se non fosse per quelle tre o quattro cretinate che la questione comporta....Operai muro bianco o muro colorato. No amore il fucsia mi fa proprio schifo. Dai dai compriamo questo bellisssimo pennello che fa i disegni a canalette che ci faccio tutta la camera da letto. No no che schifo. I faretti li mettiamo a L o a T? E il polacco santo che ci aiuta si improvvisa in architetto. No signora i faretti io così non li metto (?) Chi ci presta una macchina per andare al Brico? Ah si la vecchia zia, ma mi raccomando ragazzi tra due ore mi serve. Corri corri ingurgita il pranzo immagazzina nozioni del commesso del brico, perchè la tempera va solo sui soffitti e la lavabile? Per quanti mq? Boh. Ma che ne so io. Giri i tacchi e ci fai stare pure una puntata da Ikea, sbatti sui passeggini, sgomita tira ,improvvisati funambolo per correre al reparto che ti interessa. In cinque minuti avrai speso soldi per una cosa che non andava bene. Ma tanto, si ride.

Mettiamo una punta di blu nella vernice dai dai . Ma no che fa freddo. Allora una punta di marrone. Mddaaiii!

Bianco. Ok. tutto bianco. Ammazza come acceca. Quanto manca? oddio. Tutto bianco, non mi ero accorta che le porte le finestre gli infissi sono tutti beige crema andata a male . A chi tocca? a te amore, sei così brava con lo smalto! Quanto erano alte le finestre? Più di due metri? ma fino ad oggi come ho fatto?

Ops. non c'è la cucina. Ma quanto manca? Una settimana amore! Una settimanaaaaa e i cartoni? chi ce li da? chi ce li porta? chi li riempie?

E qui. una digressione. Lascio di nuovo la mia casa. Per un'avventura sicuramente bellissima ed emozionante. Ma rinscatolare tutta la mia vita per l'ennesima volta mi da un nonsochè di nomade sotto l'effetto di droghe leggere. La vita va avanti e le avventure si vivono. Si ricomincia tutto nuove abitudini nuovi orari e nuovo amore da dare e ricevere. O semplicemente da annusare nell'aria già la mattina appena svegli.

Ora voi mi dite in tutto questo marasma, come faccio io a decidere pure sul mio tfr?

giovedì, marzo 29, 2007

Difendiamo l'etichetta!

Riappaio, per sponsorizzare l'appello in difesa della legge 204 .
Riporto fedelmente il testo che ho trovato su Slowfood per spiegare di cosa si parla:

"Difendiamo l’etichetta!Vogliamo conoscere l’origine dei prodotti che mangiamo

La legge 204 (approvata il 3 agosto 2004) ha stabilito una fondamentale regola in materia di etichettatura dei prodotti agro-alimentari, inserendo l’obbligo di indicare l’origine geografica (“prodotto in Italia”). Una buona legge, generata da una iniziativa popolare promossa da Coldiretti, sostenuta da un milione e mezzo di firme e approvata in modo compatto dal Parlamento: una legge a tutela dei cittadini-consumatori e a beneficio degli stessi imprenditori agricoli.Questa legge rischia di venire drasticamente ridimensionata nella sua efficacia, per la pretesa necessità di allinearsi alle disposizioni dell’Unione Europea, la quale ritiene che riportare in etichetta l’origine degli alimenti sia di ostacolo al libero mercato e alla concorrenza.Il disegno di legge comunitaria 2007, in discussione nel nostro Parlamento, prevede l’abrogazione di alcuni articoli che impongono l’apposizione della dicitura “italiano” sulle etichette dell’olio, della pasta, delle bevande, delle carni bianche e di altri prodotti tipici dell’agro-alimentare del nostro Paese: una minaccia gravissima per la qualità e la diversità della nostra alimentazione e della tanto evocata dieta mediterranea.Restano, per il momento, le indicazioni dell’origine di ortofrutta, latte fresco, pesce, carni bovine miele e uova (perché questi alimenti sono regolamentati da altre norme) ma non possiamo nascondere la preoccupazione che presto anche questi prodotti possano subire le medesime disposizioni o veder indebolita l’azione di controllo. Per questo motivo Slow Food e Coldiretti chiedono ai parlamentari italiani di tutti gli schieramenti politici di difendere il lavoro che il Parlamento stesso ha fatto con l’approvazione della legge 204, e di intraprendere una decisa azione che dall’Italia possa estendersi a tutti i paesi dell’Unione Europea, a difesa delle identità agro-alimentari. Le ragioni per difendere questa legge e opporsi risolutamente alla abrogazione dell’indicazione dell’origine sono molte: • perché la proposta di abrogazione va in direzione opposta a quanto noi e le altre associazioni di imprenditori, di consumatori e di cittadini abbiamo fatto in questi anni per esaltare le caratteristiche tradizionali di tipicità e di qualità delle nostre produzioni agro-alimentari; • perché non è possibile che gli oltre 4000 prodotti tipici italiani possano tutti accedere a marchi europei onerosi e complessi quali DOP o IGP; • perché l’Unione Europea continua a legiferare in merito a qualità e tipicità prestando attenzione unicamente alla conformità igienico sanitaria, ma consentendo di fatto vere assurdità gastronomiche quali aranciata senza una goccia di succo d’arancia, cioccolato con grassi diversi dal burro di cacao, pasta secca fatta con farina di grano tenero, prodotti con percentuali tollerate di OGM;• perché non è giusto che si privilegino esclusivamente marchi e ricette, ovvero la tutela aziendale rispetto all’origine territoriale, dando corpo ancora una volta alle preoccupazioni di chi individua nelle strategie della UE la chiara volontà di premiare una filosofia produttiva industriale, standardizzata, che non tutela i territori, le tradizioni gastronomiche locali, l’agricoltura di piccola scala, la sostenibilità;• perché l’indicazione d’origine garantisce la rintracciabilità e contribuisce alla prevenzione dei rischi di fronte alle emergenze sanitarie ed alimentari che si moltiplicano per effetto dell’aumento degli scambi commerciali a livello globale; • perché l’indicazione d’origine rappresenta un valore per tutti i paesi, sviluppati e non, in quanto consente di esaltare le distintività dei diversi territori. RIVENDICHIAMO IL DIRITTO DI CONOSCERE LA PROVENIENZA GEOGRAFICA DEGLI ALIMENTI: IL DIRITTO DI POTER SCEGLIERE IL PRODOTTO CHE PIÙ VALORIZZA QUALITÀ, TRADIZIONE E IDENTITÀ, IL PRODOTTO CHE PIÙ CI PIACE E OFFRE GARANZIE DI BENESSERE E SALUTE."


si firma qui su Slowfood

lunedì, febbraio 12, 2007

Quattro quarti pere & mandorle


Qualcuno ha detto pere?!

Beh, ecco una delle varianti da me preferita per la quattro quarti. Pere, farina di mandorle e pasta di mandorle.

Per uno stampo di 22 cm di diametro.

Stesso identico procedimento:

-Pesare 3 uova + un tuorlo

-usare stessa quantità di zucchero e di burro. Per la farina pesarne 50 gr di meno.

-50 gr di farina di mandorle

-100 gr di pasta di mandorle

-2 pere

Stesso procedimento di lavorazione che trovate nella quattro quarti classica e in più aggiungere la farina di mandorle.

Dopo aver passato il composto ottenuto nella teglia, adagiare le pere tagliate a fettine e tra una fetta e l'altra delle palline grandi come nocciole di pasta di mandorle e una un pò più grande al centro.

L'abbiamo disintegrata in un giorno.

martedì, febbraio 06, 2007

E si ricomincia con la quattro quarti!

Eccoci. Vi presento la mia scoperta...si lo so scopro sempre tutto in ritardo. Ma l'approccio con la quattro quarti (chiamata così perchè gli ingredienti sono tutti in proporzione) è stato disarmante.

Un'ottima torta per la colazione, semplicissima, sofficissima, buonissima, e da declinare all'infinito con tutti gli ingredienti che ci vengono in mente(infatti ne proporrò alcune varianti)! Ottimo contro il logorio della vita moderna no!?

Quattro quarti mele e cannella:

Per uno stampo di 22 cm di diametro.

-2 belle mele

-il succo di mezzo limone

-3 uova + un tuorlo (pesatele)

-il peso delle uova in burro

-il peso delle uova in farina

-il peso delle uova in zucchero

-1/2 bustina di lievito

-un cucchiaio di polvere di cannella

Riscaldare il forno a 150°.

Tagliare a pezzettini le mele e bagnarle con il succo di limone. In una ciotola capiente lavorare con una spatola il burro ammorbito e tagliato in piccole parti fino a renderlo cremoso. Aggiungere lo zucchero e continuare a lavorare fino ad avere una crema. Aggiungere le uova (si, a questo punto si possono usare le fruste elettriche!) e poi, pian piano la farina setacciata e mescolata al lievito. Mescolare uniformemente e ad ultimo aggiungere i pezzatti di mela e la cannella.

Versare nella teglia precedentemente imburrata e infarinata e infornare per circa 40 minuti.

venerdì, gennaio 05, 2007

Spaghetti alla carbonara

Gli spaghetti alla carbonara sono uno dei piatti tipici romani, insieme alla pasta alla gricia, cacio e pepe e i mitici estinti rigatoni con la pajata....sigh.

Vanno usate uova freschissime, io ho la paranoia da uova quindi uso solo quelle che vengono dalla fattoria ogni settimana insieme alle verdure bio. Altrimenti comprate le ultra fresche da galline allevate a terra, che quelle sulla luna fanno l'uovo al contrario...(vabbè)

Seguire attentamente il procedimento, alcune piccole accortezze renderanno questi spaghetti indimenticabili!

Per 2 persone:

-250 gr di spaghetti (si, sono tanti per 2 ma assicuro che finiranno)

-1 uovo intero

-1 tuorlo

-1 fetta di guanciale

-una cucchiaiata di burro

-olio evo

-pepe nero & sale

-pecorino

Mentre l'acqua raggiunge il bollore, far sciogliere in una padella il burro e l'olio in parti uguali senza farli friggere. Aggiungere il guanciale tagliato a dadini piccoli e far rosolare velocemente. Non aggiungere sale.

Spegnere il fuoco e far raffreddare il tutto. E' importante altrimenti le uova verranno a frittata.

Una volta raffreddato, per una decina di minuti, aggiungere le uova precedentemente sbattute, tantissimo pepe nero e mischiare tutto per benino nella padella.

Scolare gli spaghetti lasciandoli leggermente acquosi e gettarli caldissimi in padella, dove in pochi secondi l'uovo cuocerà. E' quindi necessario rimescolare bene il tutto. Va evitato il riaccendere il fuoco, l'uovo rapprende subito. Solo se ci si rende conto che si è lasciata troppa acqua dare una veloce sfiammata giusto per riscaldare.

Ecco. E, per onestà intellettuale, devo ammettere che "il fotografo" li fa meglio di me!